Editoria, approvata Legge sul libro

Dopo un periodo di stallo, finalmente è stata approvata l’attesissima legge sul libro

Dal 2020 il Consiglio dei ministri assegnerà annualmente ad una città italiana, il titolo di “Capitale italiana del Libro”

Un Piano Nazionale d’Azione per la promozione della lettura con un Fondo che ha una dotazione di 4.350.000 euro annui a decorrere dal 2020 per la promozione e il sostegno alla lettura. Una legge, attesa da molto tempo sulla quale non mancano le criticità, su tutte quelle espresse dall‘Associazione Italiana Editori (Aie).

Il punto più controverso riguarda, in particolare, lo sconto massimo applicabile sui libri. Nelle librerie, store online, grande distribuzione, lo sconto ordinario massimo passa dal 15% al 5% ( il 15% per i libri scolastici). I punti vendita possono organizzare promozioni, una volta l’anno, con il limite di sconto del 15% mentre oggi le promozioni sono rimesse solo agli editori. Per le promozioni, gli editori hanno la possibilità di uno sconto massimo del 20%, non più del 25%.

La nuova normativa non sembra aver accontentato tutti, soprattutto il tetto agli sconti sta facendo discutere.  Si è espressa invece a favore Cristina Giussani, Presidente del Sindacato italiano librai Confesercenti, intervistata da Teleborsa:

“Grazie a questa legge si alimenta una democrazia culturale che farà bene non solo ai diversi soggetti della filiera, ma soprattutto ai lettori che, attraverso librerie indipendenti e piccoli editori, avranno maggiore assortimento in termini di titoli, cioè di autori e di conseguenza di idee opinioni e pensieri. Diversamente si rischia di avere un mercato in cui rimarrebbero solo due o tre grandi player che potrebbero commercializzare titoli a loro preferenza, non necessariamente dettata dalla varietà culturale, il che non andrebbe certo a vantaggio del consumatore. Infine, crediamo che questa legge contribuirà a fermare l’emorragia di librerie: basti pensare che in questi ultimi sei anni ne sono sparite circa 1.500. Spostare la scelta del consumatore dal prezzo al valore economico della qualità e della democrazia culturale significa anche spostare la scelta del luogo dove acquistare un libro.”

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“Ricordiamo che il prezzo di copertina del libro lo fissa l’editore ed è proprio lo stesso editore che lo propone al pubblico con il 15% di sconto, fin dalla prima uscita; da qui si deduce che fino ad oggi hanno calcolato il prezzo sulla base dello sconto da applicare. Noi siamo convinti che a breve ci saranno delle riduzioni di prezzo, così come era accaduto dopo il varo della legge levi, nel 2011. Ci viene detto che con questa normativa si acquisteranno meno libri e questo è falso perché dando respiro alle librerie, che potranno sopravvivere anche nei piccoli centri, i consumatori avranno più modo di scegliere, di acquistare, affidandosi ai consigli di librai competenti e disponibili.”

“Questo cambiamento farà sì che i librai lavorino ancora meglio e con più amore. E credetemi già ne abbiamo messo molto, altrimenti questo settore non esisterebbe più da tempo.”

Articolo tratto da QuiFinanza